Clizia Incorvaia ricorda Eleonora Giorgi in lacrime: “Mi manca tanto, il suo dolore più grande fu essere abbandonata dal cinema”

Ospite di "Verissimo", l'influencer ha raccontato gli ultimi giorni di vita della suocera rispondendo anche alle critiche
Ospite di Verissimo, il rotocalco condotto da Silvia Toffanin in onda su Canale 5, Clizia Incorvaia ha ripercorso gli ultimi giorni di vita della suocera Eleonora Giorgi, l’attrice scomparsa nella mattinata il 3 marzo scorso in seguito a una lunga malattia. “A Gabriele (il nipote di Eleonora Giorgi ndr) prima di andarsene ha regalato una scatola in legno piena di pastelli colorati. Eleonora ha messo tutto in ordine prima di andare via”. L’attrice ha ricordato al figlio Paolo Ciavarro (marito di Clizia Incorvaia ndr) che è a lui che spetta il dovere di ricordare la nonna a Gabriele: “Digli che io sto litigando con Dio, perché non me ne voglio andare, io non me ne voglio andare ma sarò il vostro angelo e vi guarderò da lassù”.
“È un dolore enorme – ha aggiunto Clizia Incorvaia – ci eravamo dette che sarebbe stato bello andare a New York insieme. Era una donna libera fino alla fine e il suo spirito privo di pregiudizi l’ha aiutata e sostenuta”. Il dolore più grande per Eleonora Giorgi secondo l’influencer è stato quello di non aver lavorato più nel mondo del cinema: “Le persone non le hanno perdonato il fatto di essere stata una donna indipendente, di aver lasciato un uomo potente (Angelo Rizzoli ndr) per aver seguito il tuo cuore. La gente può tollerare il contrario, ma non una donna dipendente. Ci sono retaggi patriarcali, di maschilismo ed è per questo che non si perdona tutto questo”.
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L’influencer replica anche alle critiche ricevute per il fatto di essere tornata subito a fare il suo lavoro dopo il lutto: “C’è il pregiudizio che, quando subisci un lutto, tu debba farti sopraffare dal dolore e farti vedere completamente invaso da quel dolore. Se non ostenti quel dolore vuol dire che non stai soffrendo abbastanza. Mi sono rimessa al lavoro per i bambini, per non portare a casa una mamma depressa, e per mio marito. So che mia suocera vorrebbe così”. E sui presunti amici che si sarebbero fatti avanti solamente dopo la morte dell’interprete, Clizia Incorvaia dichiara: “Mi ha dato il fastidio che tutti la osannassero ora che era passato a miglior vita, mentre quando era in vita e potevano chiamarla per lavorare o per una pizza, queste persone non c’erano”.