Democrazia sovrana e popolare, respinta la richiesta sulla raccolta delle firme. Rizzo: “Democrazia non rispettata”
Toscano a TPI: "Quest'ennesimo sopruso farà capire che siamo una forza che non si piega e non si fa intimidire"
La richiesta di Marco Rizzo, coordinatore di Democrazia sovrana e popolare, di ridurre il numero di firme per presentare le liste elettorali per le Europee è stata respinta dalla Presidenza del Consiglio. “Nei confronti della richiesta – fanno sapere fonti di Palazzo Chigi – c’è stata la ferma contrarietà di altre formazioni politiche minori e per di più con accuse da più parti al governo di voler varare un provvedimento per qualche astruso secondo fine. Pertanto, l’esecutivo ha valutato opportuno non accogliere la richiesta”.
“Evidentemente Democrazia sovrana e popolare dà noia. Altrimenti non si capirebbe come partiti molto più piccoli siano presenti. La par condicio non è rispettata, e neppure la democrazia. Noi comunque presenteremo le nostre firme. Abbiamo superato il limite nella circoscrizione Centro e Sud, e nelle altre tre circoscrizioni faremo ricorso per questo mancato diritto ad essere presenti alle elezioni”, afferma Rizzo in conferenza stampa.
“Il Parlamento europeo ha individuato alcune forze politiche contrarie alla guerra bollandole come filo-putiniane. Evidentemente questo dettame è arrivato fino in Italia, perché il cosiddetto esonero internazionale è stato levato. Avevamo chiesto alla presidenza del Consiglio una riduzione a un quarto, cioè 37.500 firme. Bisogna considerare che questo Parlamento è stato eletto con 36mila firme. Abbiamo ampiamente superato questa soglia e ci stavamo avvicinando alle 75mila necessarie”, aggiunge Rizzo.
“Santoro è tutte le sere in televisione. Siamo un po’ seccati perché non viene rispettata la par condicio”, aggiunge il coordinatore di Democrazia sovrana e popolare. “Bandecchi ci ha dato una mano nella raccolta firme”, spiega ancora Rizzo. “L’Ue ha stabilito il non cambio della legge elettorale durante l’anno delle elezioni. Invece a marzo è stata cambiata due volte. Noi avevamo l’esonero internazionale, ed è stato levato, per cui ci siamo trovati nella condizione di dover raccogliere le firme”, conclude.
Francesco Toscano, presidente di Democrazia sovrana e popolare, commenta: “Un’arroganza che non farà bene al Paese. Noi veniamo costantemente demonizzati, nessuno vuole ascoltare le nostre proposte. Vorremmo essere messi nelle condizioni di spiegare le nostre teorie agli italiani. Non potranno impedire a una parte di Italia che rappresentiamo di potersi prima o poi esprimere”. E, rispondendo a una domanda di TPI sul rischio che un cambio di regole alla fine della corsa sulla raccolta firme sarebbe stato iniquo verso chi aveva deciso già in partenza di non provarci nemmeno proprio per la richiesta particolarmente ampia e difficile da ottemperare per una forza politica di piccole dimensioni, Toscano afferma che alla fine solamente Democrazia sovrana e popolare è risultata penalizzata dalle regole. Lo stesso Toscano ha aggiunto: “Non siamo venuti qui per piangere miseria, presenteremo le firme che abbiamo e siamo certi che quest’ennesimo sopruso farà capire che siamo una forza che non si piega e non si fa intimidire”.
Rizzo ha inoltre aggiunto che la sua forza politica aveva in tasca accordi con alcune forze politiche di altri Paesi rappresentate al parlamento europeo che, qualora non fosse cambiata la legge elettorale avrebbero permesso a Democrazia sovrana e popolare di correre alla elezioni senza dover raccogliere le firme. Le forze in questione sarebbero state lo SMER, partito slovacco del Primo ministro Robert Fico, e il nuovo partito politico tedesco Alleanza Sahra Wagegnecht, che prende il nome dalla sua fondatrice da poco fuoriuscita dal partito Die Linke.
Nel 2019, proprio grazie a questa esenzione fornita dai comunisti del KKE, il Partito Comunista di Marco Rizzo riuscì a correre alle elezioni, ottenendo lo 0,88 per cento dei consensi. Per le elezioni del 2022 il Partito Comunista di Rizzo, insieme ad Ancora Italia di Francesco Toscano e altre forze politiche hanno costituito la lista Italia sovrana e popolare, che ha ottenuto l’1,24 per cento dei voti. Democrazia sovrana e popolare, con cui Rizzo e Toscano correranno alle prossime elezioni, rappresenta il seguito di tale esperienza.