Sempre più duro, aggressivo e bellicista: altro che Obama, Biden sembra Trump (di I. Luzi)
Usa toni da falco repubblicano. Nessuna parola distensiva. Ma è la mentalità degli Usa: non possono farsi mettere sotto da nessuno. Specie da Putin
L’invasione russa dell’Ucraina ha fatto emergere un lato del presidente statunitense Joe Biden che in molti non conoscevano, ma che da sempre, fin da quando era solo un giovane senatore, è esistito: un presidente capace di essere molto duro, aggressivo e tremendamente diretto, tanto da risultare bellicista. Certo, la situazione e la tensione geopolitica rendono in parte doveroso questo atteggiamento, ma partendo dalla più recente delle sue frasi: «La guerra in Ucraina potrebbe diventare un Armageddon nucleare», fino ad arrivare alla minaccia di usare la forza di fronte al ricorso alle armi atomiche da parte del leader russo, Vladimir Putin, Biden ha sempre usato toni poco distensivi con Mosca, senza cercare molto la via diplomatica che portasse a una de-escalation del conflitto ucraino.
Ma come, Joe Biden non era democratico? Eppure, sembra più essere un presidente repubblicano, dalla minaccia facile, che fa apparire un carattere fumantino come Donald Trump quasi un novellino.
La verità è che l’ex senatore del Delaware è un democratico riformista e progressista per molti versi, ma è anche un carattere forgiato dalla politica di Washington in più di trent’anni, tanto da renderlo molto più simile a Trump che a Barack Obama. Un politico che i giochi di potere della Capitale hanno trasformato in un duro, che da un lato ha provato, fallendo, a cercare compromessi con i repubblicani, ma dall’altro tutela gli interessi degli americani e spesso dice semplicemente quello che tanti pensano, ma non hanno il coraggio di dire.
Mettici anche l’età, che da sempre spara strafalcioni (lo chiamano “Sleepy Joe”, non a caso), ma Biden con Putin usa un pugno duro e toni aspri che vanno al di là del repubblicano e democratico, perché sono semplicemente statunitensi.
Qualcuno crede che Biden non sia più lucido, ma posso garantirvi che lo è. Anche se alla sua età e con la vita che fa, qualche volta perde colpi, si può dire che è ben raccomandato. Jack Sullivan, consigliere della sicurezza nazionale per la Casa Bianca, lo conosco e posso assicurarvi che è tre spanne sopra a tanti altri, specie i personaggi che circondavano Donald Trump, come John Bolton. Il problema è un altro: spesso Biden fa di testa sua e ignora ogni consiglio, vedi nel ritiro statunitense in Afghanistan, con il Pentagono che gli aveva suggerito di non ritirare tutte le truppe per evitare il caos, che poi è avvenuto e ha umiliato gli States a livello mondiale.
Detto ciò, Biden è molto, ma molto, più bellicista di Obama. Infatti, quando era vicepresidente, era spesso il contro-altare che bilanciava Barack per tante decisioni. La pietra che lo teneva legato agli umori di Washington e alla sua base politica, specie quella più moderata e vicina alle posizioni repubblicane.
Ultima cosa: di fronte a un dittatore che minaccia l’uso dell’atomica, bluff o meno, nessun presidente americano userebbe, in fin dei conti, toni distensivi e la via diplomatica. Sono gli States e nella loro mentalità non possono farsi mettere sotto da nessuno, figuriamoci sottostare agli umori di un presidente come Putin.
Ora, se questo può farvi stare meglio, a Washington, fra i corridoi della Casa Bianca, si dice che se il leader russo sganciasse un’atomica “tattica” in Ucraina, probabilmente l’America non risponderebbe con un’altra arma nucleare, ma agirebbe, in concerto con i suoi alleati, in maniera convenzionale per disabilitare, per esempio, la flotta russa nel Mar Nero e altre azioni del genere. Poi tutto può cambiare e non si può escludere a priori una risposta “occhio per occhio” degli Stati Uniti, specie se la Cina e l’India smettessero di appoggiare tacitamente il Cremlino, come fatto finora.