L’Ue ha già mobilitato per l’Ucraina l’equivalente di quasi un quarto delle risorse del Green Deal
Tra i fondi già stanziati e quelli promessi, Bruxelles e gli Stati membri hanno destinato a Kiev oltre 240 miliardi, di cui 45 per l'assistenza militare. Forse è per questo che il conflitto continua?
L’Unione europea e i suoi Stati membri hanno già stanziato 124 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina, (compresi oltre 45 miliardi in assistenza militare) e ne hanno promessi a Kiev altri 115,9, quasi un quarto del Green Deal varato nel 2020.
“Dall’inizio dell’invasione russa a metà novembre 2024, l’Ue e i suoi Stati membri hanno mobilitato 124 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina”, ha spiegato il commissario Ue al bilancio, Piotr Serafin, rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputato conservatore greco, Emmanouil Fragkos. “In questa cifra sono inclusi 47,8 miliardi di euro di assistenza finanziaria dall’Ue, 12,2 miliardi di euro di assistenza bilaterale dagli Stati membri, 45,5 miliardi di euro di assistenza militare e 1,5 miliardi di euro dai proventi derivanti da beni russi congelati”.
“Gli Stati membri hanno finora fornito 45,5 miliardi di euro, di cui 6,1 miliardi coperti dallo European Peace Facility”, ha aggiunto il commissario polacco, secondo cui “questo include 362 milioni di euro per finanziare la missione di assistenza militare dell’Ue per le forze armate ucraine”. “Per quanto riguarda i costi indiretti per le economie europee, l’Ue ha reso disponibile fino a 17 miliardi di euro tramite gli Stati membri per aiutare le persone in fuga dall’aggressione”. “La Commissione”, ha precisato Serafin, “ha introdotto la massima flessibilità in modo che gli Stati membri possano utilizzare a questo scopo i fondi di coesione non spesi”.
Ma non finisce qui: secondo il Kiel Institute for the World Economy, al 31 ottobre 2024, l’Ue e gli Stati membri avevano promesso altri 115,9 miliardi di euro di aiuti a Kiev. Così, in due anni, tra le risorse già stanziate e i nuovi impegni, l’Europa ha mobilitato oltre 240 miliardi per l’Ucraina, il 24 per cento dei 1.000 miliardi promessi nel 2020 per il Green Deal. Invece di promuovere l’industria civile e la transizione ecologica però, questi fondi vanno a ingrassare i produttori di armi.
Come ha sottolineato Roberto Sommella nel suo fondo su Milano Finanza, “la guerra è ormai un business fiorente e noi stessi la finanziamo, più di tanti altri settori”. “Quello che nessuno dice è chi ci guadagna con tutti questi soldi e se in futuro verrà sostenuta più l’industria delle armi che quella dell’automotive le cui difficoltà sono note da Stellantis a Volkswagen: dal New Green Deal al New War Deal il passo sembra essere compiuto mentre in Europa crescono i nazionalismi e Stati membri fondatori come Francia e Germania sono in profonda crisi politica”, osserva Sommella.