Medio Oriente, la diretta live della guerra tra Israele e Hamas a Gaza, le ultime notizie. Nelle ultime 48 ore 80 morti. Ritrovati i corpi di 15 soccorritori scomparsi, la Mezzaluna rossa: “Uccisi dall’Idf”. Tel Aviv accusa Hamas: “Usa ambulanze per scopi terroristici”. Il gruppo invita a “imbracciare le armi” in tutto il mondo contro il “piano Riviera” di Trump. Ordinata l’evacuazione di cinque quartieri a Rafah. Netanyahu sceglie il nuovo direttore dello Shin Bet. Arrestati due collaboratori del premier coinvolti nel Qatargate. Houthi denunciano altri attacchi Usa in Yemen | DIRETTA

Non si fermano i raid israeliani sulla Striscia di Gaza, dove i morti hanno superato le 50mila vittime dal 7 ottobre 2023, data di inizio della guerra. Tel Aviv ha ripreso anche gli attacchi aerei contro Hezbollah in Libano e non smette di bombardare depositi di armi e obiettivi ostili in Siria, mentre gli Stati Uniti continuano a colpire gli Houthi in Yemen. Di seguito le ultime notizie di oggi, lunedì 31 marzo 2025, sulla guerra tra Israele e Hamas a Gaza e con Hezbollah in Libano, con gli Houthi in Yemen e la crisi in corso con l’Iran in Medio Oriente. [Seguici anche su Instagram]
Ore 17:05 – Almeno 3 bambini uccisi in un raid a Gaza City – Le forze israeliane hanno bombardato un’abitazione in Yaffa Street a Gaza City, uccidendo tre bambini e ferendone altri. Lo riferisce l’emittente araba Al Jazeera.
Ore 16:15 – Onu: “Scorte alimentari si esauriranno in due settimane” – L’agenzia alimentare delle Nazioni Unite prevede che le sue scorte alimentari a Gaza si esauriranno entro due settimane. Il World Food Program spiega tali aiuti servono a sostenere “i panifici per la produzione di pane, le cucine che preparano pasti caldi e la distribuzione di pacchi alimentari direttamente alle famiglie, ciascuna delle quali si trova ad affrontare scorte record all’interno della Striscia”.
Ore 14:20 – Nelle ultime 48 ore 80 morti e 305 feriti – Secondo il Ministero della Salute della Striscia di Gaza, nelle ultime 48 ore almeno 80 persone sono state uccise e 305 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani. Il bilancio delle vittime e dei feriti dal 18 marzo 2025, quando Israele ha violato il cessate il fuoco, ha raggiunto quota 1.001 morti e 2.359 feriti, si legge nella dichiarazione, pubblicata su Telegram. Dal 7 ottobre 2023, l’offensiva di Israele contro Gaza ha causato la morte di 50.357 persone e il ferimento di altre 114.400.
Ore 13:00 – Gaza, al-Jazeera: “23 morti nei raid odierni di Israele” – Almeno 23 persone sono rimaste uccise oggi nella Striscia di Gaza a seguito di una serie di raid condotti dalle forze armate di Israele (Idf) nel territorio costiero palestinese in occasione del secondo giorno di festa per Eid al-Fitr, che celebra la fine del mese sacro islamico di digiuno del Ramadan. Lo riferisce l’emittente qatariota al-Jazeera, che cita i propri corrispondenti sul campo, secondo cui i raid odierni hanno provocato 13 vittime a Khan Younis, 6 a Rafah, 3 a Jabalia, altrettante in un villaggio vicino a Deir el-Balah e 2 tra as-Zwayda e il campo profughi di Maghazi. Altre 64 persone, secondo l’emittente qatariota, erano state uccise ieri dai raid di Israele nella Striscia.
Ore 12:10 – Gaza, al-Jazeera: “21 morti nei raid odierni di Israele” – Almeno 21 persone sono rimaste uccise oggi nella Striscia di Gaza a seguito di una serie di raid condotti dalle forze armate di Israele (Idf) nel territorio costiero palestinese in occasione del secondo giorno di festa per Eid al-Fitr, che celebra la fine del mese sacro islamico di digiuno del Ramadan. Lo riferisce l’emittente qatariota al-Jazeera, che cita i propri corrispondenti sul campo, secondo cui altre 64 persone erano state uccise ieri dai raid di Israele nella Striscia.
Ore 12:00 – Gaza: Hamas invita a “imbracciare le armi” in tutto il mondo contro il “piano Riviera” di Trump – Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha invitato oggi a imbracciare le armi in tutto il mondo e a opporsi al piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di espellere oltre due milioni di palestinesi dalla Striscia Gaza, deportandoli in altri Paesi, come ad esempio i vicini Egitto e Giordania. “Di fronte a questo piano sinistro, che unisce massacri e carestia, chiunque possa imbracciare armi, in qualsiasi parte del mondo, deve agire”, ha dichiarato Sami Abu Zuhri in una nota diramata sui social. “Non risparmiate un solo esplosivo, un proiettile, un coltello o una pietra. Lasciata che tutti rompano il silenzio”. Il mese scorso, durante la visita del premier israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa bianca, Trump aveva annunciato il cosiddetto “piano Riviera”, che prevede il controllo di Gaza da parte degli Stati Uniti e il trasferimento dell’intera popolazione palestinese della Striscia all’estero prima di cominciare la ricostruzione del territorio costiero da trasformare in una località turistica da sogno sul Mediterraneo. Secondo il portale statunitense Axios, da allora però l’amministrazione Usa non ha ancora attivamente lavorato alla promozione del piano di Trump, con il suo inviato in Medio Oriente Steve Witkoff che ha invece preferito concentrarsi sul ritorno al cessate il fuoco tra Israele e Hamas a Gaza, violato dallo Stato ebraico il 18 marzo scorso con la ripresa delle ostilità nella Striscia; mentre Tel Aviv avrebbe provato a colmare il vuoto diplomatico, contattando alcuni Paesi dell’Africa orientale, tra cui Somalia e Sud Sudan, oltre a varie nazioni asiatiche come l’Indonesia, senza però ricevere risposte positive. Secondo l’agenzia di stampa statunitense Associated Press invece, funzionari Usa e israeliani avrebbero ricevuto timide aperture in questo senso da parte del Somaliland.
Ore 11:00 – Gaza, al-Jazeera: “Altri 6 morti nei raid odierni di Israele: 17 in tutto” – Almeno altre sei persone sono rimaste uccise oggi nella Striscia di Gaza a seguito di una serie di raid condotti dall’artiglieria delle forze armate di Israele (Idf) nel centro e nel nord del territorio costiero palestinese. Lo riferisce l’emittente qatariota al-Jazeera, che cita i propri corrispondenti sul campo, secondo cui almeno tre vittime sono rimaste uccise a est del villaggio di al-Musaddar, vicino a Deir el-Balah, nel centro della Striscia, mentre altrettante sono morte nei raid che hanno colpito as-Sikka Street, nella zona orientale del campo profughi di Jabalia, nel nord di Gaza. Sale così a 17 il bilancio delle vittime degli attacchi condotti dalla notte di oggi dall’Idf nel territorio costiero palestinese.
Ore 10:30 – Gaza, al-Jazeera: “Altri due morti nei raid odierni di Israele: 11 in tutto” – Almeno due persone sono rimaste uccise oggi nel centro della Striscia di Gaza a seguito di due raid aerei condotti dalle forze armate di Israele (Idf) contro la zona di as-Zwayda e nel campo profughi di Maghazi. Lo riferisce l’emittente qatariota al-Jazeera, che cita i propri corrispondenti sul campo, secondo cui sale così a 11 bilancio delle vittime degli attacchi aerei condotti nella notte dall’Idf nel territorio costiero palestinese.
Ore 10:00 – Israele: arrestati due collaboratori di Netanyahu coinvolti nel Qatargate – La polizia israeliana ha arrestato i collaboratori del primo ministro Benjamin Netanyahu, Yonatan Urich ed Eli Feldstein, nell’ambito del cosiddetto Qatargate. Lo riporta l’edizione in lingua ebraica del quotidiano israeliano Haaretz, citando una nota della polizia, che però non identifica i due arrestati. I sospettati, secondo il comunicato ufficiale diramato dalle autorità israeliane, sono stati arrestati questa mattina nell’ambito delle indagini sui presunti legami illeciti tra alti funzionari dell’ufficio del primo ministro e il Qatar. L’indagine, condotta dall’unità speciale anti-corruzione Lahav 433 della polizia e dallo Shin Bet, era stata avviata mesi fa in seguito ad alcune rivelazioni secondo cui l’ex portavoce di Netanyahu, Feldstein, accusato di aver minato la sicurezza nazionale attraverso il furto e la fuga di notizie di documenti militari segreti, lavorava per il Qatar tramite una società internazionale incaricata da Doha di produrre contenuti giornalistici favorevoli all’Emirato mentre era ancora impiegato presso l’ufficio del primo ministro. A novembre scorso poi era emerso sulla stampa che altri due collaboratori di Netanyahu, Urich e Yisrael Einhorn, avevano svolto attività di lobby per il Qatar in vista della Coppa del Mondo FIFA 2022.
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Ore 9:00 – Gaza: Israele ordina l’evacuazione di cinque quartieri a Rafah – Le forze armate di Israele (Idf) hanno ordinato l’evacuazione “urgente” dei residenti di cinque quartieri della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, invitandoli a trasferirsi immediatamente presso i rifugi dell’area sicura di al-Mawasi, in previsione di un’intensificazione delle operazioni militari nell’area. L’avviso, trasmesso sui social dal portavoce in lingua araba dell’Idf colonnello Avichay Adraee, identifica le aree da evacuare “nelle aree orientali e occidentali dei comuni di Al-Nasr e Al-Shawka” e “nei quartieri di Al-Salam, Al-Manara e Qizan Al-Najjar” a Rafah. “L’Idf sta tornando a combattere con tutte le sue forze per eliminare le capacità delle organizzazioni terroristiche nell’area”, si legge nell’avviso. “Per la vostra sicurezza, dovete trasferirvi immediatamente nei rifugi di al-Mawasi”. Secondo l’emittente militare israeliana Radio Galatz, si tratta della “più estesa operazione di evacuazione dalla ripresa dei combattimenti” nella Striscia, ricominciati il 18 marzo scorso dopo una tregua di quasi due mesi.
Ore 8:00 – Israele: Netanyahu sceglie l’ex comandante della Marina Eli Sharvit come prossimo direttore dello Shin Bet – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di nominare l’ex comandante della Marina, il vice ammiraglio (in congedo) Eli Sharvit, come prossimo capo dei servizi interni dello Shin Bet al posto dell’attuale direttore Ronen Bar, formalmente licenziato dal governo all’inizio di questo mese ma che resterà comunque in carica per effetto di un’ingiunzione temporanea dell’Alta Corte di Giustizia in attesa del pronunciamento dei giudici sul caso entro l’8 aprile. Lo ha annunciato in una nota l’ufficio del premier israeliano, secondo cui prima di nominare Sharvit Netanyahu ha esaminato sette candidati. La nomina di Sharvit verrà ora sottoposta a un apposito comitato di controllo prima di essere presentata al governo. Il premier però, si legge nella nota, “è convinto che Sharvit sia la persona giusta per guidare lo Shin Bet su un percorso che continuerà la gloriosa tradizione dell’organizzazione”.
Ore 7:00 – Yemen, Houthi denunciano nuovi raid Usa a Sana’a: “1 morto e 4 feriti. 59 vittime e 136 feriti dal 15 marzo” – Almeno una persona è stata uccisa e altre quattro sono rimaste ferite nella notte a Sana’a, capitale dello Yemen controllata dal gruppo armato sciita filo-iraniano Houthi, durante una serie di attacchi aerei attribuiti agli Stati Uniti. Lo riferisce l’emittente locale al-Masirah Tv, considerata vicina al gruppo armato, secondo cui le esplosioni causate dai raid hanno investito alcune abitazioni civili. Le forze armate Usa non hanno confermato gli attacchi. Secondo il ministero della Salute di Sana’a controllato dagli Houthi e citato dall’agenzia di stampa ufficiale locale Saba, dal 15 marzo scorso almeno 59 persone sono state uccise e altre 136 sono rimaste ferite, comprese donne e minori, negli attacchi aerei compiuti dagli Usa nelle aree dello Yemen occupate dal gruppo armato.
Ore 6:30 – Gaza, al-Jazeera: “9 morti in tre raid di Israele a Khan Younis” – Almeno nove persone sono rimaste uccise nella notte nella Striscia di Gaza a seguito di tre differenti raid aerei condotti dalle forze armate di Israele (Idf) prima dell’alba a Khan Younis, nel sud del territorio costiero palestinese. Lo riferisce l’emittente qatariota al-Jazeera, che cita i propri corrispondenti sul campo.
Ore 6:00 – Gaza: ritrovati i corpi di 15 soccorritori scomparsi. La Mezzaluna rossa: “Uccisi da Israele”. L’Idf accusa Hamas: “Usa ambulanze e mezzi di soccorso per scopi terroristici” – La Mezzaluna Rossa palestinese ha ritrovato i corpi senza vita di 15 soccorritori scomparsi il 23 marzo nel sud della Striscia di Gaza e ha accusato le forze armate di Israele (Idf) di averli uccisi, mentre Tel Aviv ha puntato il dito contro “il ripetuto utilizzo di ambulanze per scopi terroristici” da parte di Hamas e della Jihad Islamica. “Il numero dei corpi recuperati finora è di 15, tra cui otto paramedici delle squadre della Mezzaluna Rossa palestinese, sei membri della Protezione civile e un dipendente dell’agenzia delle Nazioni Unite”, ha fatto sapere la Mezzaluna Rossa palestinese in una nota diramata nella notte, senza fornire ulteriori dettagli sul dipendente delle Nazioni Unite rimasto ucciso. I corpi sono stati ritrovati nel quartiere di Tel al-Sultan, nella parte occidentale della città di Rafah. “La Mezzaluna Rossa palestinese è sconvolta dall’uccisione di otto dei suoi soccorritori a Rafah”, ha aggiunto l’organizzazione . “Sono stati presi di mira dall’occupante israeliano mentre svolgevano il loro dovere umanitario”, prosegue la nota, secondo cui uno dei soccorritori risulta ancora disperso. In un comunicato diramato il 29 marzo l’esercito israeliano ha ammesso di aver aperto il fuoco su alcune ambulanze nella Striscia di Gaza dopo aver ritenuto i veicoli “sospetti”. “Pochi minuti” dopo che i soldati “avevano eliminato diversi terroristi di Hamas” aprendo il fuoco sui loro veicoli, si legge in una nota inviata dall’Idf all’agenzia di stampa francese Afp, “altri veicoli si sono mossi in modo sospetto verso i soldati”. “I soldati hanno risposto aprendo il fuoco sui veicoli sospetti, uccidendo diversi terroristi di Hamas e della Jihad islamica”, si legge nella dichiarazione. “Un’indagine preliminare ha stabilito che alcuni dei veicoli sospetti erano ambulanze e camion dei pompieri”, ha aggiunto l’esercito, denunciando “il ripetuto utilizzo di ambulanze per scopi terroristici” da parte di Hamas. La scorsa settimana l’unità di fact-checking Sanad dell’emittente qatariota al-Jazeera aveva pubblicato in esclusiva una serie di immagini satellitari scattate il 23 marzo scorso su Rafah, che mostravano truppe dell’esercito israeliano mentre fermavano e circondavano almeno cinque veicoli appartenenti alla Mezzaluna Rossa palestinese e alla Protezione civile di Gaza nella zona occidentale della città. Queste vetture, secondo l’emittente qatariota, trasportavano proprio i 15 membri scomparsi delle squadre di soccorso delle due organizzazioni poi ritrovati morti. “Sono addolorato. Questi paramedici stavano soccorrendo i feriti”, ha affermato in una nota di cordoglio Jagan Chapagain, segretario generale della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC). “Erano umanitari. Indossavano emblemi che avrebbero dovuto proteggerli; le loro ambulanze erano chiaramente identificate. Avrebbero dovuto tornare dalle loro famiglie, ma non hanno potuto”.
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