Il supercomputer dei record è in Italia

HPC6 è il calcolatore più potente d’Europa e il quinto più potente del mondo. Lo ha installato Eni nel suo Green Data Center in provincia di Pavia. Ed è all’avanguardia anche nel rispetto dell’ambiente. Così la rivoluzione digitale incontra la transizione ecologica
Il supercomputer più potente d’Europa si trova in Italia: è l’HPC6 in funzione dallo scorso novembre nel Green Data Center di Eni a Ferrera Erbognone, vicino Pavia. Con una straordinaria potenza di calcolo – 606 PFlops di picco, pari a oltre 600 milioni di miliardi di operazioni matematiche complesse al secondo – il calcolatore si colloca al quinto posto nella classifica mondiale TOP500 ed è l’unico sistema non statunitense nei primi cinque al mondo.
Le sue elevate performance consentono di svolgere in pochi istanti simulazioni o altri tipi di operazioni che, diversamente, potrebbero richiedere mesi o anni di calcolo.
Come tutti i grandi supercalcolatori di oggi, dispone di un’architettura a cluster, cioè modulare, che interconnette 3.400 nodi di calcolo attraverso una rete ad alta velocità. Il sistema è basato su un design concepito con la stessa tecnologia che costituisce i sistemi a oggi più potenti su scala globale, che combina CPU (unità di elaborazione centrale) e GPU (unità di elaborazione grafica) in una configurazione ibrida, con quasi 14mila GPU per massimizzarne le prestazioni computazionali e l’efficienza energetica.
Già nel 2013, con il supercalcolatore HPC1, Eni è stata tra le prime società al mondo a riconoscere l’importanza di tale configurazione, un approccio tecnico che ora è diventato così diffuso da rendere le schede grafiche tra i prodotti più richiesti dell’economia mondiale.
Efficienza energetica
Stiamo parlando di un sistema all’avanguardia non solo dal punto di vista della potenza di calcolo, ma anche in termini di attenzione all’efficienza energetica. HPC6 ha un assorbimento elettrico massimo di circa 10 megawatt e impiega una tecnologia di raffreddamento a liquido “diretto” che consente di smaltire il calore prodotto in modo estremamente efficiente.
Nella classifica Green500 dei calcolatori più efficienti dal punto di vista ambientale, il supercomputer di Eni si posiziona al 21esimo posto, piazzamento ancora più rilevante se si considera che, in questa graduatoria, i sistemi più efficienti sotto il profilo energetico nella maggior parte dei casi sono di scala e prestazioni notevolmente inferiori.
L’HPC6, inoltre, è installato in un’area dedicata del Green Data Center di Eni, uno dei centri di calcolo con la più alta efficienza energetica in Europa, tra i migliori per contenimento dell’impronta carbonica. Fin dalla sua progettazione, il data center ha avuto come obiettivo primario non solo l’eccellenza operativa, ma anche la minimizzazione dell’impatto ambientale, obiettivo che è stato raggiunto grazie ad un’attenta progettazione dei sistemi di raffreddamento e ad altre soluzioni all’avanguardia per incrementarne l’efficienza energetica.
Non solo cloud
Se molte aziende fanno ricorso oggi esclusivamente alla potenza di calcolo e di memorizzazione disponibile in cloud, Eni invece preferisce avere a disposizione anche risorse “proprie” di supercalcolo.
La società energetica ha alle spalle una lunga esperienza nel supercalcolo, che utilizza già dai primi anni Settanta nei suoi business tradizionali. A partire dal 2013 l’azienda si è dotata di successive generazioni di supercalcolatori, il cui utilizzo è stato progressivamente esteso ad altri settori lungo la catena del valore dell’azienda.
Per dare un’idea del balzo in avanti compiuto con HPC6, basti dire che il nuovo sistema consente di passare dai 70 PFlop/s di HPC4 e HPC5 a oltre 600 PFlop/s di picco.
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Un’altra peculiarità di HPC6 è l’“approccio fast track” utilizzato, analogo a quello utilizzato per lo sviluppo accelerato di altri progetti in Eni: in sostanza Eni ha abbreviato di molto i tempi di realizzazione costruzione e collaudo della macchina svolgendo in parallelo le numerose attività e riuscendo a realizzare con successo il primo “run” di HPC6 a sole 4 settimane dall’inizio dell’installazione, contro un tempo standard per questo tipo di operazioni che è nell’ordine di alcuni mesi.
A cosa serve
In ogni settore, dalla fisica alle scienze dei materiali, dall’energia alla salute, il supercalcolo è diventato un abilitatore imprescindibile dell’innovazione. Nel campo specifico della transizione energetica, in cui Eni è strategicamente impegnata, sono sempre più richieste enormi risorse computazionali. Ecco perché l’avvio di HPC6 costituisce un passo decisivo nella strategia di decarbonizzazione della società.
Il supercalcolo da anni viene impiegato in Eni per ottimizzare l’operatività degli impianti industriali, migliorare l’accuratezza degli studi geologici e fluidodinamici anche per lo stoccaggio dell’anidride carbonica, sviluppare batterie più performanti, ottimizzare la filiera dei biocarburanti e per sviluppare materiali innovativi per applicazioni nei settori della chimica “bio” e per simulare il comportamento del plasma nella fusione a confinamento magnetico.
La straordinaria potenza di calcolo di HPC6 supporterà un’ulteriore fase di accelerazione del processo di trasformazione dell’azienda per individuare soluzioni innovative, scalabili ed economicamente sostenibili e accelerare lo sviluppo dei nuovi business ad alto potenziale legati alla transizione energetica.