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Scienza, il governo taglia i fondi all’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi Montalcini

Il centro di ricerca voluto dal premio Nobel per i giovani ricercatori italiani rischia di chiudere

Dopo la scomparsa del finanziamento i ricercatori del centro hanno inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella una lettera

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 17 Nov. 2018 alle 10:37 Aggiornato il 17 Nov. 2018 alle 10:40

Nella proposta della legge di Stabilità del governo Lega e Movimento Cinque Stelle non è stato inserito il contributo straordinario per l’EBRI, l’Istituto Europeo di Ricerca sul cervello fondato dal premio Nobel Rita Levi Montalcini.

I ricercatori del centro di ricerca hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per richiamare l’attenzione del Capo dello Stato sul taglio dei fondi.

Questa decisione governativa ha messo gravemente a rischio l’istituto scientifico che a causa della scomparsa dei finanziamenti potrebbe dover chiudere i battenti.

“Il contributo straordinario per l’EBRI, l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello fondato da Rita Levi Montalcini non è stato inserito nella proposta del Governo della legge di Stabilità. Ciò porta al rischio di chiusura per l’Istituto”, si legge nella lettera spedita al presidente della Repubblica.

Nella tarda serata del 12 novembre però, il presidente, Antonino Cattaneo, ed il direttore generale, Giuseppe Nisticò, hanno dato notizia che è stato presentato alla Camera un emendamento con le risorse necessarie per evitare il licenziamento di 60 giovani ricercatori dell’Ebri.

Di che cosa si occupa l’istituto di ricerca fondato dal premio Nobel Rita Levi Montalcini

Operativo dal 2002, per volontà del premio Nobel Rita Levi-Montalcini, l’European Brain Research Institute risponde alla necessità di avere in Italia un centro in cui condurre ricerche sul cervello con l’obiettivo di individuare nuove strategie terapeutiche per malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, e per altri gravi disturbi del sistema nervoso.

Grazie ai finanziamenti ricevuti dalla Commissione europea e grazie ai Brevetti, l’Istituto riesce ad auto finanziarsi, ma solo in parte. I contributi infatti non coprono completamente le spese per la ricerca.

La Fondazione EBRI, come si legge nel sito, è stata fondata da Rita Levi Montalcini per dare ai giovani ricercatori italiani l’opportunità di sviluppare al meglio le loro capacità nella ricerca sulle malattie neurodegenerative.

La lettera – appello dei ricercatori, indirizzata a Mattarella

Nell’appello sotto forma di missiva inoltrato al Capo dello Stato si legge: “La mancata riconferma del contributo straordinario per l’Ebri, ricevuto negli ultimi dieci anni, porterebbe alla impossibilità di mantenere la struttura con cui portare avanti i progetti in corso, con conseguenze quali la restituzione dei finanziamenti ricevuti dall’estero, licenziamento dei ricercatori, interruzione di dottorati di ricerca e tesi di laurea, e mancati rinnovi di borse di studio per i giovani ricercatori. L’Ebri, di fatto, sarebbe costretto a chiudere. Rivolgiamo un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché intervenga con la Sua autorevolezza affinché il Parlamento discuta ed approvi un emendamento alla legge di bilancio che mantenga in vita l’European Brain Research Institute, fondato da Rita Levi- Montalcini”.

La lettera firmata da Antonino Cattaneo e Giuseppe Nisticò, rispettivamente il Presidente e il Direttore Generale della Fondazione Ebri prosegue: “Nel corso di questi anni l’Ebri ha raggiunto importanti traguardi scientifici, diventando un fiore all’occhiello delle ricerche sul cervello, a livello nazionale ed internazionale. Nuovi approcci terapeutici per la malattia di Alzheimer e per altre gravi patologie neurologiche sono nati dalle ricerche dell’Ebri. Sulla base dei risultati raggiunti e di una progettualità innovativa, l’Ebri ha conquistato prestigiosi finanziamenti internazionali competitivi, dall’Alzheimer Association USA ed inglese, alla Comunità Europea. Paradossalmente, nonostante questi successi, i giovani ricercatori dell’Ebri non possono partecipare ai bandi per accedere ai fondi di ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca o del Ministero della Salute. I nostri ricercatori sono invisibili per il sistema della ricerca nazionale. Conoscendo la sensibilità del Presidente per il problema della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, rivolgiamo questo appello, affinché la sopravvivenza stessa dell’Ebri non sia messa a repentaglio”.

“Le ricerche di eccellenza portate avanti dai nostri ricercatori hanno un fortissimo impatto traslazionale. Sono convinto che, nel medio termine, Ebri si renderà autosufficiente, attraverso lo sfruttamento di una ricca pipeline di brevetti generati dalle ricerche svolte dai suoi giovani ricercatori, contribuendo alla conoscenza ed alla soluzione di gravissime patologie che affliggono la nostra società. Ma questo ciclo virtuoso di traslazione dei risultati della propria ricerca di base, già ben avviato dall’Ebri, deve essere sostenuto, senza interrompere la continuità del contributo pubblico. Giovani ricercatori e studenti di dottorato formati all’Ebri occupano oggi posizioni in prestigiosi istituti di ricerca nazionali ed europei, a riprova della qualità della formazione ricevuta”, spiega il presidente Cattaneo.

Ebri: l’emendamento della Camera per evitare il licenziamento di 60 ricercatori 

Sarà presentato alla Camera un emendamento con le risorse necessarie per evitare il licenziamento di 60 giovani ricercatori dell’Ebri, l’istituto di ricerca fondato dal premio Nobel Rita Levi Montalcini. Ne danno notizia il presidente, Antonino Cattaneo, ed il direttore generale, Giuseppe Nisticò, che stamane avevano lanciato un appello al Presidente della Repubblica affinchè fosse scongiurata la chiusura della prestigiosa istituzione scientifica.

Cattaneo e Nisticò, in un comunicato diffuso in serata, esprimono soddisfazione “per aver ricevuto dal governo ampie assicurazioni. Un particolare ringraziamento al senatore Massimo Bitonci che si è dimostrato disponibile a seguire l’iter parlamentare dell’emendamento a favore dell’Ebri e gratitudine al ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica, Marco Bussetti, ed a quello dell’Economia, Giovanni Tria, da parte dei premi Nobel Aaron Ciechanover, di Tel Aviv, e Thomas Sudhof della Stanford University della California, i quali avevano inviato una lettera di segnalazione per le ricerche eccellenti che si stanno conducendo all’Ebri e per evitare il licenziamento di giovani ricercatori molto qualificati”.

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