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    Tabacci: “Di Maio? È il mio figlio politico. Con il Pd siamo gli interpreti dell’agenda Draghi”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 9 Ago. 2022 alle 14:38 Aggiornato il 9 Ago. 2022 alle 14:39

    Bruno Tabacci: “Luigi Di Maio? È il mio figlio politico”

    “L’iniziativa politica mia con Di Maio non è un fatto tattico, ma ha un valore di passaggio generazionale: Luigi è più giovane dei miei figli”: lo dichiara Bruno Tabacci, leader di Impegno civico insieme al ministro degli Esteri.

    Intervistato da La Repubblica, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Draghi parla dello “stato di salute” del centro: “Il Centro va visto con gli strumenti elettorali che sono in campo, se no è il luogo della furbizia e delle velleità. Sono stato un convinto sostenitore di una riforma elettorale proporzionale, che avrebbe liberato le forze di Centro che intendevano misurarsi. Ma col Rosatellum, in cui un terzo dei collegi sono maggioritari uninominali, il centro cade sotto la strettoia del voto utile. Negli ultimi dieci giorni gli elettori sceglieranno tra Enrico Letta, il Pd e la nostra coalizione oppure Giorgia Meloni e i suoi compagni. Non ci sarà spazio per l’operazione di Renzi e di Calenda di pura furbizia”.

    “L’agitarsi di Calenda ha degradato il Centro a puro strumentalismo. Il merito di Enrico Letta è stato di metterne a nudo l’inaffidabilità di Calenda” aggiunge Tabacci commentando il dietrofront di Calenda dopo l’accordo con il Pd.

    Sulle alleanze stretta dal Pd, Tabacci dichiara: “La posizione del Pd, che è il soggetto politico più importante, di +Europa e di Di Maio e mia è di interpretare l’esperienza di governo che ha avuto in Draghi un punto di prestigio indiscutibile. Ne fa testo il fatto che c’è stata una crescita economica che non era prevista né prevedibile, più 6,6 sul Pil e più 3,4 nel 2022 grazie ai dati dell’ultimo trimestre. E questa non è l’agenda Draghi, ma i fatti del governo Draghi. Letta ha fatto quello che era giusto fare e ora c’è un perimetro di alleanze che deve restare tale”.

    Sulla possibile vittoria del centrodestra alle elezioni, invece, il sottosegretario afferma che i sondaggi “non tengono conto dell’alto tasso di astensionismo. Non credo che gli italiani affidino il Paese a chi chiede il blocco navale e a chi si metterà in rotta con l’Europa o propone un presidenzialismo avventuroso fuori dallo spirito costituzionale, mentre c’è da gestire il Pnrr con gli oltre 200 miliardi da cui dipende l’ammodernamento dell’Italia. Le promesse elettorali del centrodestra tra flat tax, condoni, rincorsa dei tassisti e dei balneari portano dritti al default in salsa argentina. Nel 2011 con Berlusconi e Tremonti lo spread salì a 600”.

    “Di Maio è il contrario di Di Battista: è stato forgiato dall’esperienza di governo e ha interpretato al meglio la politica estera del governo Draghi, in particolare sull’Ucraina – è il pensiero di Tabacci – L’iniziativa politica mia con lui non è un fatto tattico, ma ha un valore di passaggio generazionale: Luigi è più giovane dei miei figli. Inoltre in Impegno civico saranno coinvolti sindaci come Alessio Pascucci, mentre Federico Pizzarotti ha scelto di stare con Renzi strizzando l’occhio alla destra”.

    Sulla sua candidatura e quella dell’ex leader M5S, invece, Tabacci dichiara: “Sono stato eletto a Milano nell’uninominale e preferirei essere giudicato da quegli stessi elettori. Per Di Maio non sarà un problema perché è un candidato apprezzato. E poi Impegno civico conta di superare lo sbarramento del 3%”.

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