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Musei gratis, ufficializzate le giornate gratuite per il 2019. Bonisoli: “20 in tutto l’anno”

Credit: AFP

Il ministro ai Beni culturali ha reso noto il piano per il nuovo anno

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 13 Nov. 2018 alle 13:26 Aggiornato il 13 Nov. 2018 alle 13:48

Nel 2019 le giornate gratuite per visitare i musei italiani aumenteranno e arriveranno a 20, dalle dodici attuali.

Lo ha annunciato il ministro ai Beni culturali, Alberto Bonisoli: “Si passerà a 20 giornate gratuite e saranno distribuite in modo diverso rispetto al passato, perché voglio introdurre dei criteri di gestione nei musei e non di propaganda politica”.

“Criteri di gestione significa che alcune giornate verranno decise a livello nazionale, ad esempio la settimana che si chiude il 10 marzo in tutti i musei statali sarà gratuita, dal martedì alla domenica”, ha aggiunto il ministro.

Inoltre, secondo quanto ha stabilito Bonisoli “I giovani dai 18 ai 25 anni dovranno pagare un biglietto d’ingresso ridotto a 2 euro“.

Alcune giornate del mese “rimarranno gratuite da ottobre a marzo, le altre giornate saranno a disposizione dei singoli direttori. Quindi se Brera vuole mantenere la prima domenica del mese gratuità d’estate io sono contento, e avrà due giornate in più da mettere dove vuole – ha aggiunto Bonisoli -. Se invece un museo ha troppi visitatori che arrivano durante la domenica gratuita, come il Colosseo, potrà mettere un’entrata gratuita magari in una fascia pomeridiana per gestire meglio i flussi”.

Bonisoli ha sottolineato anche l’importanza dello Stato nella promozione della cultura: “Lo Stato ha un suo ruolo nel promuovere settori come quelli culturali, che sono tra i più dinamici che abbiamo. Ma cosa possiamo fare? Spendere. È la prima cosa che ho capito, ma non è banale”.

Così il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico delle Scuole Civiche Milanesi. “La nostra capacita’ di spesa non e’ quella che ci meriteremmo” ha aggiunto Bonisoli, in riferimento al suo ministero. La prima cosa da fare però è “ordinare” gli investimenti: “In Italia gran parte della spesa culturale viene fatta dagli enti locali, come per i festival in Piazza o i teatri, ma a volte manca il coordinamento. Ordinare non è la prima scelta di uno che vuole fare carriera politica ma è importante”.

“Vorrei che i settori creativi fossero floridi vivendo di vita propria e avendo il riscontro che si meritano. Perché i Paesi che spendevano più in cultura erano quelli socialisti perché volevano diffondere un pensiero omogeneo. Io invece devo dare i soldi ma senza dimenticare le norme: servono risorse sia per film che sono stati pensati per andare in sala, sia per film che sono stati concepiti per un pubblico di élite che non saranno in sala per 3 mesi. Se non faccio quello rischio di incentivare la pirateria”.

Infine secondo Bonisoli, anche nel settore culturale, una piaga è quella del precariato: “Il mondo della creatività ha delle dosi di precariato eccessive (sia in teatro e cinema, sia nell’editoria) e io questo lo vivo come un problema. Precariato vuol dire consegnare persone giovani che hanno studiato ad un’ansia e ad un’ incertezza esistenziale che non mi sembra degna, ma anche su questo metteremo mano” ha garantito.

A luglio Bonisoli aveva annunciato l’abolizione delle domeniche gratis e una loro rimodulazione.

Il ministro della cultura del governo Lega-5Stelle aveva annunciato “dopo l’estate elimineremo le domenica gratuite nei musei”.

L’annuncio era stato dato da Alberto Bonisoli (qui un suo profilo) durante la visita alla Biblioteca nazionale di Napoli.

“Le domeniche gratis andavano bene come lancio pubblicitario, ma se continuiamo così, a mio avviso andiamo in una direzione che non piace a nessuno”, aveva spiegato il ministro, giustificando così la sua decisione.

“Per l’estate non cambia nulla, ma poi le cose cambieranno. Lascerò maggiore libertà ai direttori, se vogliono mettere una domenica gratuita non c’è niente di male, ma obbligare a farla non va bene”.

Secondo quanto aveva spiegato il ministro, l’iniziativa sarebbe stata apprezzabile in bassa stagione: “Penso ad esempio a Pompei: chi ci va a novembre? Magari la prima o tutte le domeniche di quel mese si può aprire gratis perché non c’è tanta gente”.

“Il problema è quando si viene costretti dal ministero ad aprire la prima domenica di agosto, con migliaia di turisti stranieri che arrivano e pensano che gli italiani sono pazzi perché li fanno entrare gratis”.

Le domeniche gratis al museo

Dal 2014 la prima domenica del mese è possibile visitare musei statali, gallerie, scavi archeologici parchi e giardini senza bisogno di pagare il biglietto.

L’iniziativa “Domenica al museo” era stata avviata dal decreto Franceschini e ha visto una larga partecipazione da parte dei cittadini italiani e dei turisti in visita in Italia.

A metà giugno il ministro Bonisoli aveva anche espresso le sue perplessità in merito al bonus di 500 euro per i diciottenni voluto dal governo Renzi.

Il bonus, che offre la possibilità di accedere all’app che permette di spendere 500 euro in prodotti culturali, come libri, dischi, teatro o cinema, rischia quindi di non esserci per quasi 1,2 milioni di giovani che diventeranno maggiorenni nel prossimo anno e mezzo.

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