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    Allarme tubercolosi in India: 2,8 milioni di nuovi casi

    La gravità della questione è apparsa evidente quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha diffuso i dati dei contagi del 2015

    Di TPI
    Pubblicato il 14 Ott. 2016 alle 09:15 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:18

    In India la tubercolosi, detta anche Tbc ovvero una malattia infettiva che colpisce l’apparato respiratorio, sta diventando un problema sempre più allarmante. Il governo per fronteggiare l’emergenza sta preparando un nuovo programma nazionale per combattere la malattia, che provoca ancora un numero altissimo di vittime tra gli adulti in tutto il mondo. 

    La gravità della questione è apparsa evidente quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha diffuso i dati dei contagi del 2015: i nuovi pazienti con tubercolosi sono arrivati a 2,8 milioni nel 2015, rispetto ai 2,2 milioni nel 2014, ovvero il numero più alto al mondo e più di un quarto del totale dei casi a livello internazionale.

    La stima dell’Oms dei nuovi pazienti affetti da Tbc a livello mondiale è salito a 10,4 milioni, dai 9,6 milioni di un anno prima, in gran parte a causa dell’aumento dei casi nella sola India. Ma i casi sono aumentati anche in Indonesia. 

    La tubercolosi, una malattia batterica antica e mortale che colpisce più comunemente i polmoni, per decenni è stata curata con una terapia a base di antibiotici della durata di sei mesi. 

    In India questo tipo di cure sono state usate per la prima volta all’inizio degli anni Novanta e hanno avuto un successo iniziale nella riduzione del numero di casi. Ma l’effetto si è affievolito perché non è riuscito a raggiungere i pazienti nel settore privato.

    Quando non trattata adeguatamente, la tubercolosi non solo si diffonde, ma muta anche in forme più resistenti ai farmaci, che sono molto più difficili da trattare. 

    Uno pneumologo di Mumbai, Zarir Udwadia, secondo quanto riferisce il New York Times, nel 2011 aveva diffuso uno studio in cui veniva riportato il caso di quattro pazienti totalmente resistenti ai farmaci. 

    Gli esperti sostengono che la situazione sia diventata grave a causa della sottovalutazione della malattia nel paese. Il governo espanderà diversi programmi già collaudati per coinvolgere gli ospedali privati. L’obiettivo è quello di garantire ai loro pazienti adeguati trattamenti e monitoraggi.

    La questione principale riguarda quanto velocemente ed efficacemente il paese riesca a mettere in atto i cambiamenti. È prevista per il 2017 l’entrata in vigore di un nuovo piano quinquennale, ancora in fase di elaborazione.

    Per avere successo, il programma dovrà convincere i medici privati ​​e i loro pazienti a utilizzare il sistema di diagnosi e i farmaci forniti dal governo, cosa non facile finora. L’India deve più della metà dei suoi finanziamenti per la lotta contro la tubercolosi al alcuni donatori internazionali.

    Il Fondo Globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, prevede di investire 119 milioni di dollari nei programmi contro la tubercolosi in India nel corso del 2016, ha riferito un portavoce del Fondo.

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