Una donna di 43 anni, Beant Kaur Dhillon, è accusata di aver annegato e seppellito nel giardino di casa il neonato partorito poche ore prima dalla figlia 15enne nel bagno di casa, per evitare la “vergogna” che avrebbe colpito la famiglia se la notizia della gravidanza si fosse diffusa.
Il fatto è avvenuto a Bakersfield, in California, il 12 novembre 2018.
Quel giorno la 43enne avrebbe scoperto insieme al nipote, Bakhshinderpal Singh Mann, 23 anni, che la figlia aveva partorito nel bagno della loro casa. Secondo la polizia, la donna ha ammesso di aver annegato il bambino per evitare la “vergogna” per la famiglia.
I documenti giudiziari mostrano che, alcune ore dopo, Mann e Dhillon hanno scavato insieme una buca nel cortile sul retro della casa, hanno avvolto il bambino in un sacco dell’immondizia e lo hanno seppellito.
Il padre della 15enne, Jagsir Singh, sarebbe stato richiamato a casa dopo che sua moglie e il nipote 23enne avevano ucciso il bambino. L’uomo avrebbe acconsentito a che il corpo fosse sepolto in giardino per nascondere il bambino e la gravidanza.
Singh non ha inoltre informato la polizia della nascita e della morte del piccolo, né ha chiesto cure mediche per sua figlia.
La polizia non ha ancora rilasciato alcuna informazione sul possibile padre del bambino.
Dhillon è stata arrestata con varie accuse alla fine di febbraio. Anche il marito è stato arrestato, ma poi liberato su cauzione. Mann è attualmente ricercato per complicità nell’omicidio.
È stata la 15enne a rivelare a scuola quanto accaduto, e l’istituto ha contattato le autorità. Poi la polizia ha rinvenuto il corpo del bambino nel cortile. Le indagini sull’inquietante caso sono attualmente ancora in corso.