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    A Hong Kong i siti porno bloccati per incoraggiare i cittadini a partecipare alle proteste

    Di Laura Melissari
    Pubblicato il 18 Giu. 2019 alle 18:51 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:44

    Hong Kong proteste blocco siti porno | A Hong Kong i siti porno sono stati bloccati per incoraggiare i cittadini a partecipare alle proteste.

    Nelle ultime settimane centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il progetto di legge sull’estradizione in Cina. Almeno due milioni di persone hanno partecipato alle proteste.

    Alcuni siti porno, per dare il loro contributo alla causa, hanno deciso di bloccare provocatoriamente l’accesso ai loro portali, per spingere la gente a unirsi alle manifestazioni di piazza.

    I siti per adulti AV01 e ThisAV sono rimasti bloccati, come riferisce il sito Quartz. Entrambi i siti hanno smesso di offrire video e hanno pubblicato messaggi motivazionali, per coinvolgere i cittadini a protestare, invece che a “rimanere a casa a masturbarsi”.

    “Vuoi vivere il resto della tua vita guardandoti le spalle?”, si leggeva sul sito. O ancora: “Non ci sarà più alcun posto sicuro. Il governo ti ha deluso, il sistema ti ha deluso, la società ti ha deluso, vuoi deludere te stesso?”.

    Il numero di persone che è sceso in piazza è cresciuto esponenzialmente nei giorni, fino a raggiungere la cifra record di 2 milioni di partecipanti. Secondo gli analisti è una delle più grandi proteste della storia di Hong Kong.

    Oltre 100 aziende locali hanno preso misure simili ai due siti porno citati, chiudendo i battenti per incoraggiare i loro dipendenti a partecipare.

    La marea umana per le strade di Hong Kong ha avuto la meglio. La governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ha annunciato la sospensione a tempo indeterminato del dibattito sulla controversa legge sull’estradizione in Cina, che negli ultimi giorni ha generato forti tensioni di piazza.

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