Dopo Facebook, con lo scandalo Cambridge Analytica, e Yahoo, accusata di violare la privacy dei propri utenti per fini pubblicitari, finisce nella bufera anche Google.
Il colosso dei motori di ricerca, a causa di una falla al software di Google+, avrebbe messo a rischio i dati di 500mila utenti. Il portale di Mountain View, con il quale l’azienda aveva cercato invano di contrastare il primato di Facebook, avrebbe reso disponibili informazioni tra cui il nome, l’indirizzo email, la professione, il sesso e l’età.
A dare la notizia è il Wall Street Journal, che fa riferimento a fonti informate sulla vicenda e a documenti in suo possesso.
Secondo il quotidiano, il colosso californiano era venuto a conoscenza del problema giù lo scorso mese di marzo, senza darne notizia perchè avrebbe temuto danni di immagine e ripercussioni finanziarie, visto che il titolo Alphabet per questa vicenda è poi crollato in Borsa.
Dopo le rivelazioni del Wsj, sulla “vulnerabilità nota da tempo e mai comunicata”, Alphabet si è difesa sostenendo di non aver divulgato la notizia sul ‘bug’ perchè non sono emerse prove di un uso improprio dei dati esposti da parte di sviluppatori esterni.
Come risposta all’incidente, il gruppo ha annunciato una serie di modifiche alla tutela della privacy, imponendo forti restrizioni all’accesso di sviluppatori esterni su prodotti chiave come il sistema operativo per dispositivi mobili Android e il servizio di posta elettronica Gmail.
Inoltre, la controllata da Alphabet starebbe pensando alla chiusura dello stesso Google+, uno dei suoi più grandi fallimenti.
L’Unione Europea potrebbe imporre a Google una multa fino al 2 per cento dei ricavi totali per non aver avvertito entro le 72 ore successive alla scoperta della falla ma la nuova regolamentazione, General Data Protection Regulation, è entrata in vigore lo scorso maggio mentre l’incidente si è verificato a marzo.
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