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Focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina Legale di Milano: almeno 8 contagi tra i medici

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Credit: Unsplash

L'associazione degli specializzandi scrive alla rettrice della Statale. Si ipotizza che i contagi siano partiti da un'autopsia

All’Istituto di Medicina Legale di Milano sono stati registrati almeno otto casi di tubercolosi tra i medici e altro personale della struttura, ai quali vanno aggiunte altre sette persone risultate positive a due test per verificare la presenza dei batteri che causano la malattia. Lo rivela il Corriere della Sera e la notizia è stata confermata dall’Ats (Agenzia di Tutela della Salute) del capoluogo lombardo.

Tra i contagiati, nessuno risulta essere ricoverato: tutti stanno effettuando le cure necessario. Sono in corso indagini per comprendere come sia stato trasmessa l’infezione.

L’Associazione Liberi Specializzandi (Als), per bocca del presidente Massimo Minerva, denuncia di aver ricevuto segnalazioni circa un possibile mancato rispetto dei protocolli. Minerva ha quindi inviato una lettera della rettrice dell’Università Statale, da cui dipende l’Istituto, e all’Ispettorato del lavoro.

Il focolaio “suscita seria preoccupazione sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza dei medici in formazione specialistica”, sottolinea il presidente dell’associazione.

Tra le ipotesi, c’è che i contagi siano avvenuti in seguito a un’autopsia eseguita su un cadavere con sospetta tubercolosi alla quale avrebbero partecipato diversi medici specializzandi. Basandosi sulle segnalazioni ricevute, l’Als ipotizza che in quell’occasione non siano stati “specificamente valutati i rischi biologici connessi alle funzioni degli specializzandi”.

Secondo il Corriere della Sera, si sospetta che nella sala in cui è stata eseguita l’autopsia a rischio non sia presente un sistema di aspirazione degli aerosol che si possono sprigionare dal materiale infetto.

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